La noce moscata

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Originario delle isole indonesiane e filippine, l’albero della noce moscata (nome botanico: Myristica fragrans) è un grosso sempreverde appartenente alla famiglia delle Miristicacee.

Quando il frutto è maturo assomiglia ad una prugna gialla e, successivamente, dopo essere stato seccato, si apre. Ecco dunque la noce moscata, che si trova in una sorta di “gabbia” rossa chiamata arillo: una volta essiccato questo involucro diviene a sua volta una spezia, conosciuta con il nome di ‘macis’.

Le noci moscate raggiunsero l’Europa sicuramente prima del XII secolo, per opera dei commercianti arabi che la utilizzavano per aromatizzare la birra: pare che per l’incoronazione di Enrico VI si fosse bruciata proprio della noce moscata.  Fu solo però nel 1512, quando i portoghesi scoprirono l’Isola delle Spezie (le Molucche), che iniziò a diffondersi e ad entrare nell’uso comune.

Si racconta che a partire dalla fine del XVI secolo si diffuse in tutta Europa una vera e propria corsa alla noce moscata, la quale veniva usata anche nella creazione di profumi ed essenze seduttive, grazie al suo intenso potere afrodisiaco.

Essa è generalmente scura, anche se a volte appare come bianca, poiché viene ricoperta di vischio al fine di scacciare i parassiti.

I popoli orientali la utilizzano non solo nelle vivande, ma anche come medicamento contro le infezioni intestinali: in questo caso il suo utilizzo è assai semplice in quanto la si grattugia nell’acqua e si beve il tutto.

In cucina viene appunto grattugiata direttamente nei piatti in cui è richiesta la sua nota di sapore inconfondibile: in questo modo essa rilascia rapidamente il meglio del suo aroma.

Si adopera nelle torte e in piatti dolci, ma è ugualmente efficace nei piatti piccanti, nelle carni, nei formaggi e nelle verdure cotte (in Italia è tipico il suo abbinamento con gli spinaci).

Essa è fondamentale in molti piatti speziati provenienti dal Medio e dall’Estremo Oriente e costituisce l’essenza della tipica salsa di cipolle, anche se non è una delle spezie comunemente usate nella preparazione del curry.

Può essere talvolta contenuta nei punch e nelle bevande da sorbire di sera, in quanto sembra aver qualità leggermente soporifere; assunta in grandi dosi, la noce moscata può però risultare velenosa e può provocare persino visioni allucinogene; quando inoltre viene aggiunta alle bevande alcoliche, ne amplifica notevolmente l’effetto.

Oltre ad aver proprietà antisettiche, la noce moscata è riconosciuta come uno stimolante molto efficace dello stomaco, perché neutralizza le fermentazioni ed elimina i gas; come uso esterno può venir utilizzata contro mal di testa, eczemi e dolori reumatici.

Vi sono poi moltissime altre specie del genere delle Miristicacee: la Myristica Argentea della Nuova Guinea, la quale fornisce il ‘macassar’, un seme molto piccante, la Myristica fatua delle Molucche, che dà una noce di bassa qualità e la varietà Komba dell’Africa occidentale, i cui frutti sono considerati medicinali.

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