L’anice

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Anice (nome botanico: Pimpinella anisum). Questa pianta erbacea annuale delle umbellifere raggiunge circa i 60 cm d’altezza, ha foglie inferiori arrotondate e foglie superiori pennate ed i fiori (che appaiono da luglio a settembre) sono bianco-gialli; presenta un fusto rotondo e ramificato in cima.

Originario forse del Mediterraneo orientale, l’anice era di certo in uso presso gli egizi, i greci e i romani; durante il Medioevo si diffuse rapidamente al resto dell’Europa centrale e meridionale, fino ad arrivare in Gran Bretagna.

L’aroma del suo seme è dolce, gradevole e molto caratteristico, ed il suo olio essenziale è composto perlopiù di anetolo (80-90%), una sostanza presente in pari quantità nell’anice stellato, una pianta appartenente alla famiglia delle magnoliacee, i cui frutti hanno l’odore e le applicazioni dell’anice; essa è presente anche, in misura minore, nel finocchio.

In gastronomia, l’anice viene spesso usato come aroma per dolci e creme, soprattutto nell’Europa settentrionale ed orientale, per torte e pane.

Il suo più importante utilizzo è nelle liquoreria, in quanto viene usato (macerato nell’alcool oppure tramite  distillazione a vapore) come aromatizzante. In Italia le bevande all’anice sono il mistrà, l’anesone, l’anice forte e anche la sambuca; in Francia vi è il Pernod e in Grecia e nei paesi del Mediterraneo orientale esse sono assai diffuse. Questa predilezione per le bevande all’anice si è espansa anche nell’America del Sud (si pensi alla tipica aguardiente).

In oriente, invece, l’anice è usato prevalentemente come spezia: in India viene utilizzato nella preparazione di certi particolari tipi di curry e soprattutto nei piatti a base di verdura e di pesce. Esso viene inoltre masticato usualmente dopo i pasti (come avviene anche per i semi di finocchio), per profumare l’alito ed aiutare la digestione: i semi d’anice destinati a tale scopo vengono di norma tostati ed acquisiscono così un peculiare sapore di noce.

La foglia verde è meno usata del seme, ma alcuni la adoperano come erba aromatica o nelle insalate: un’usanza francese molto tipica consiste nel cospargere le carote novelle con foglie d’anice tritate.

Dal punto di vista medicinale, l’anice ha davvero svariate ed interessanti virtù: facilita la digestione, calma gli spasmi nervosi, gli accessi d’asma e l’aerofagia; favorisce la circolazione e le mestruazioni difficili, elimina i gas, impedisce le fermentazioni ed è un buon diuretico. I suoi componenti attivi sono: olio essenziale, proteine, zuccheri, pimpinellina, tannino, oli grassi e anetolo. Può venir usato per combattere le gastrite,  facendo un decotto con circa 20 grammi di semi in una ciotola d’acqua, da prendere 2 volte al giorno; contro la tosse insistente, invece, si può fare un infuso di semi schiacciati (15 grammi), da assumere 3 volte al giorno.

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